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martedì 05.12.17


Cinema in sede
CicloCineforum

giovedì 19 gennaio 2017, di LucianoLor


Ciclocineforum - Cinema in sede
Proiezione di un film ’a pedali’, sfruttando le rinnovate capacità multimediali della nostra sede.
I titoli sono ancora da definire: tieni d’occhio il sito e la newsletter per tutte le informazioni.


L’AGNESE VA A MORIRE

MERCOLEDÌ 22 NOVEMBRE - ORE 21:00 - Scarica la scheda informativa qui

L'Agnese va a morire (locandina)TRAMA L’Agnese va a morire è un film del 1976 diretto da Giuliano Montaldo, tratto dall’omonimo romanzo di Renata Viganò.

Agnese è una donna di mezza età di Comacchio che vive con suo marito Palita, membro della Resistenza. Un giorno il marito viene deportato in un campo di concentramento, dove morirà; a causa della sua perdita ella vuole aiutare i compagni portando cibo, informazioni, armi e notizie da un paese all’altro. Agnese diventa quindi una staffetta partigiana: la sua vita prosegue così per sei mesi ma un giorno un soldato tedesco uccide per gioco la sua gatta nera e la notte stessa Agnese lo colpisce spaccandogli la testa con il calcio di un mitra e lasciandolo per morto.

Agnese deve scappare e, di conseguenza, entrare a far parte della vita clandestina della Resistenza, divenendo "mamma Agnese": prepara pasti per partigiani, controlla che ci siano provviste per tutti, esegue lavori casalinghi, per non farsi notare dai tedeschi e per non essere uccisa. Quando, nell’ultimo duro inverno, un gruppo di partigiani viene tradito e sterminato da tedeschi appostati lungo il percorso che dovrebbe portarli oltre le linee, Agnese disobbedisce al Capo nascondendo in casa i superstiti.

I partigiani non sono ben visti dalle persone e sottovalutati anche dalle truppe amiche e, dopo la disfatta della battaglia partigiana, Agnese ritorna ad operare come staffetta ma, durante un rastrellamento, viene riconosciuta dall’ufficiale del soldato che lei credeva di aver ucciso e che invece aveva solo ferito e viene da lui uccisa.

da Wikipedia (leggi tutta la voce qui)




LADRI DI BICICLETTE

MERCOLEDÌ 8 NOVEMBRE - ORE 21:00 - Scarica la scheda informativa qui

TRAMA Roma, secondo dopoguerra. Antonio Ricci, un disoccupato, trova lavoro come attacchino comunale. Per lavorare deve però possedere una bicicletta e la sua è impegnata al Monte di Pietà, per cui la moglie Maria è costretta a dare in pegno le lenzuola per riscattarla. Proprio il primo giorno di lavoro, però, mentre tenta di incollare un manifesto cinematografico, la bicicletta gli viene rubata. Antonio rincorre il ladro, ma inutilmente.

Andato a denunciare il furto alla polizia, si rende conto che le forze dell’ordine per quel piccolo e comune furto non potranno aiutarlo. Tornato a casa amareggiato, capisce che l’unica possibilità è mettersi lui stesso alla ricerca della bicicletta. Chiede quindi aiuto a un suo compagno di partito, che mobilita i suoi colleghi netturbini con i quali, all’alba, insieme al figlio Bruno, che lavora in un distributore di benzina, si reca a cercare la bicicletta: dapprima a Piazza Vittorio e poi a Porta Portese, dove solitamente vengono rivenduti gli oggetti rubati. Tuttavia non c’è niente da fare: la bicicletta, probabilmente ormai smembrata nelle sue parti, non si trova.

Proprio a Porta Portese, Antonio riconosce il ladro in compagnia di un vecchio barbone, perdendolo subito di vista. Anche il vecchio vuole sfuggire a Ricci che lo segue fino a una mensa dei poveri, dove dame di carità della pia borghesia romana distribuiscono minestra e funzioni religiose agli affamati. L’uomo pretende di essere accompagnato dal barbone al recapito del ladro ma, approfittando di una sua distrazione, il vecchio si dà alla fuga. Ormai perse le speranze, Antonio arriva persino a rivolgersi a una "santona", una sorta di veggente che accoglie nella sua casa un’umanità varia, afflitta e disgraziata; ma il responso sibillino della donna è quasi una presa in giro. Subito dopo, solo per caso, Antonio s’imbatte nuovamente nel colpevole in un rione malfamato, dove però tutti gli abitanti prendono fermamente le difese del ladro, minacciando il derubato. Nemmeno un carabiniere, non trovando prove concrete, può fare alcunché per arrestare il colpevole.

Stravolti dalla stanchezza, Antonio e Bruno attendono il tram per tornare a casa, quando Antonio nota una bicicletta incustodita e, preso dalla disperazione, tenta maldestramente di rubarla, ma viene subito fermato e aggredito dai passanti. Solo il pianto disperato del figlio, che muove a pietà i presenti, gli evita il carcere. Bruno stringe la mano al padre e i due si allontanano tra la folla mentre su Roma scende la sera.

da Wikipedia (leggi tutta la voce qui)




ATTENZIONE!
PROIEZIONE di MERCOLEDÌ 25 OTTOBRE ANNULLATA
per problemi organizzativi


BELLEZZE IN BICICLETTA

MERCOLEDÌ 11 OTTOBRE - ORE 21:00 - Scarica la scheda informativa qui

Bellezze in bicicletta (locandina)TRAMA Due giovani ed avvenenti ragazze di Roma, Delia e Silvana, che vogliono diventare ballerine della compagnia di Totò, si dirigono verso Milano, venendo così coinvolte in una serie di peripezie. Mentre sono in viaggio sulla Via Cassia (allora non esisteva ancora l’Autostrada del Sole), il pullman su cui si trovano viene fermato a causa di uno sciopero degli autoferrotramvieri e sono dunque costrette a scendere rifugiandosi presso un contadino vicino Acquapendente, ma l’atmosfera losca della casa le induce a fuggire. Arrivati ad Acquapendente vengono a sapere che la compagnia di Totò si esibisce in un paesino non molto distante di nome Vetrollo (nome fittizio). Raggiunto Vetrollo si dirigono al teatro dove si annuncia la serata con Totò, ma in realtà si tratta di una truffa perché chi si esibisce è solo un sosia del comico napoletano. L’inganno viene scoperto e le due giovani, ancora con i succinti costumi di scena, devono di nuovo darsi ad una fuga precipitosa.

Arrivano così davanti ad una caserma dove, blandendo l’ingenua sentinella Pinozzo, trovano riparo per la notte, ma la mattina dopo sono scambiate per reclute. Altra fuga, stavolta in bicicletta, sino ad un paese dove incontrano Giulio. Alla sera si fermano in un albergo, ma qui vengono raggiunte da Aroldo, il fidanzato di Delia, che vuole riportarla a casa. Le ragazze scappano e si fermano in una villa abbandonata, dove incontrano due ladri paurosi, che mettono in fuga fingendosi fantasmi.

Giungono finalmente a Bologna, dove apprendono che nel frattempo la compagnia di Totò è stata sciolta. Decidono allora di iscriversi ad una gara ciclistica femminile con arrivo a Milano., ma non essendo allenate, restano indietro. Incontrano di nuovo il soldato Pinozzo che dà loro un passaggio su un camion militare sino all’arrivo. Vincono così la gara ed il premio di milione di lire più un corredo matrimoniale. Delia potrà così sposare Aroldo, mentre Silvana si unirà con Giulio. Sarà quindi il duplice matrimonio, e non un lavoro da ballerine, a concludere la loro avventura.

da Wikipedia (leggi tutta la voce qui)


TOTÒ AL GIRO D’ITALIA

MERCOLEDÌ 27 SETTEMBRE - ORE 21:00

Totò al giro d'Italia (locandina)TRAMA Il professor Casamandrei, insegnante in un liceo bresciano, partecipa come membro della giuria ad un concorso di bellezza dove si innamora di Doriana, anch’essa giurata, e le dichiara il suo amore. Lei non lo corrisponde e per prenderlo in giro si dice disposta a sposarlo solo dopo che lui avrà vinto il Giro d’Italia. Il professore, incapace di andare in bicicletta ma follemente innamorato, è disposto a tutto pur di vincere e conquistare la bella Doriana, fino a quando il suo desiderio di vendere addirittura "l’anima al diavolo" viene colto alla lettera dal vero demonio Filippo Cosmedin, che si adopera in tal senso, proponendo un regolare contratto.

Lo sconosciuto professore, iscrittosi a sorpresa alla corsa rosa, comincia a vincere facilmente tutte le tappe, tra lo stupore di tutti e la rabbia dei numerosi campioni che vi prendono parte. Il patto col diavolo però comporta solo la vittoria al Giro, non certo la vita lunga e felice al fianco di Doriana che il professore aveva sognato: il contratto firmato col sangue infatti prevede che dopo il termine della corsa il demonio potrà subito impadronirsi dell’anima del malcapitato, destinato quindi a morte e dannazione immediate.

Il professore, resosi conto della tragica situazione, cerca in tutti i modi di non vincere, anche con l’aiuto della stessa Doriana - che, commossa dalla vicenda del patto col diavolo, finisce per innamorarsi anche lei dell’uomo - , della sorella di lei Gisella, neoeletta Miss Italia e del loro amico giornalista Bruno, ma con scarsi risultati.

Fino alla vigilia dell’ultima tappa la maglia rosa è saldamente in suo possesso. Il giorno dell’ultima tappa Casamandrei sembra ormai rassegnato a vincere e a finire all’Inferno, ma si rivela provvidenziale l’intervento di sua madre, che con uno stratagemma addormenta Cosmedin e fa in modo di sfruttare i poteri soprannaturali di quest’ultimo per far cadere il figlio a pochi metri dal traguardo: le donne, si sa, e in particolare le madri, ne sanno una più del diavolo. Tutto finisce bene: il professore si fidanza con Doriana e Gisella con Bruno, e a Cosmedin, pentito, viene data l’occasione di redimersi lavorando come domestico in casa della signora Casamandrei. Rimane incerto chi fra Coppi e Bartali abbia vinto il Giro. Il film si conclude con la canzone-parodia La maglia rosa sull’ouverture del Barbiere di Siviglia di Rossini, con Totò che canta doppiato alternatamente da un baritono e da un soprano.

CURIOSITÀ
- Partecipano alla pellicola numerosi campioni di ciclismo dell’epoca: Fausto Coppi, Gino Bartali, Giancarlo Astrua, Louison Bobet, Ferdy Kubler, Fiorenzo Magni, Vito Ortelli oltre all’allora Campione del Mondo Alberic Schotte.
- È uno dei pochi film di Totò girati prevalentemente in esterni e in varie zone d’Italia: Lecco, Stresa, Bologna e Milano.
- Tazio Nuvolari fa un piccolo cameo nel film, così come molti altri sportivi del tempo.

da Wikipedia (leggi tutta la voce qui)

calendario Incontri 2017
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